Dal 1921 al 1925

Sono passati più di novant’anni dal giorno in cui l’avvocato milanese Paolo Venini e l’antiquario veneziano Giacomo Cappellin, fondano, nel 1921, la Cappellin Venini & C.
All’epoca, troviamo in qualità di direttore artistico il pittore Vittorio Zecchin, il quale getta le basi di quell’identità stilistica che ancora oggi contraddistingue l’azienda: reinterpretazione degli schemi tradizionali, apertura verso le avanguardie artistiche, padronanza delle tecniche di lavorazione grazie all’apporto dei migliori maestri vetrai dell’isola.
Purtroppo negli anni seguenti, alcuni insanabili contrasti tra le due proprietà portano alla scissione dell’azienda. Si costituisce così la Vetri Soffiati Muranesi Venini & C. che assumerà alla direzione artistica Napoleone Martinuzzi; una delle figure più importanti, nonché una delle personalità più influenti nel mondo del vetro artistico.

Dal 1925 al 1932

Durante i primi anni Martinuzzi non si distacca molto dalle linee di semplicità e classicità seguite dal suo predecessore, tanto che spesso risulta difficile distinguere le opere dei due autori. I primi segnali di rinnovamento si iniziano ad avvertire alla mostra di Monza del 1927 dove la Venini presenta dei pezzi le cui forme sono arricchite e valorizzate da diversi elementi decorativi quali filamenti in pasta vitrea colorata. L’anno seguente Martinuzzi introduce una vera e propria novità nel mondo del vetro: il vetro cosiddetto “pulegoso”, caratterizzato dall’inclusione di migliaia di bolle d’aria che lo rendono opaco.
La sua grande passione e predisposizione per la scultura lo porta ad eseguire opere monumentali, mai prima d’allora realizzate in vetro, come la grande fontana per la Quadriennale di Roma e la famosa statua di Josephine Baker.

Anno

1925

Dal 1932 al 1942

In questi anni acquista molta importanza anche la presenza del fondatore Paolo Venini, che ormai aveva acquisito dimestichezza a sufficienza con la materia, ma che comunque continua a lasciare ad altri la carica di Direttore Artistico, nella fattispecie, dopo l’uscita di scena di Napoleone Martinuzzi, all’Architetto Tommaso Buzzi. In quegli anni entrano a far parte dell’azienda come collaboratori e disegnatori alcuni dei più importanti artisti del momento, anche di fama internazionale, come Carlo Scarpa e Gio Ponti.
Nel 1940 si assiste una svolta molto importante dal punto di vista della produzione: Carlo Scarpa e Paolo Venini presentano alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano le nuove tecniche dei battuti, dei tessuti, dei granulari e delle nuove murrine.
Anche negli anni della guerra l’azienda riesce a mantenere salda la sua posizione e il suo nome, infatti alla Biennale del 1942 le uniche sale caratterizzate da forme e colori nuovi sono quelle dell’ azienda Muranese.

Dal 1942 al 1969

Subito dopo la guerra la situazione è molto difficile, soprattutto perché le aziende del settore sono indecise se riprendere le produzioni o se ripararsi dietro a vendite più sicure riproponendo pezzi classici.
Infatti le proposte dell’azienda, presentate alla Biennale del 1948, seguono queste linee. La maggior parte di queste provengono da un giovane artista padovano: Fulvio Bianconi. Il pezzo forte di questa nuova collezione è rappresentato dalle dodici figure della Commedia dell’Arte. Tre anni dopo, alla Triennale di Milano, VENINI presenta, sempre con Fulvio Bianconi, una serie di pezzi che segneranno la sua storia: i pezzati, a fasce e ad inclusioni.
Da questo momento molti designer e architetti d’avanguardia vogliono collaborare con Venini: Eugene Barman, Ken Scott, Banfi, Belgiojoso, Peressuti e Rogers.
Il 22 luglio del 1959 Paolo Venini muore a Venezia. La guida dell’azienda passa nelle mani del genero, Ludovico Diaz de Santillana, che collaborava con lui già da tempo. Da ricordare negli anni ‘60 sono le collaborazioni con Tobia Scarpa (figlio di Carlo), Toni Zuccheri e Tapio Wirkkala.

Anno

1960

Dal 1969 al 2001

Nel 1972 un gravissimo incendio colpisce la fabbrica; ciò comporta la distruzione della maggior parte di campioni e prototipi, inclusi i disegni originali d’archivio. Soltanto una minima parte viene salvata.
Negli anni seguenti inizia ad occuparsi dell’azienda la figlia di Ludovico: Laura. E’ proprio all’inizio degli anni ottanta che ricominciano le collaborazioni con artisti e designer di grido come Owe Thorssen, Brigitta Karlsson, Tina Aufiero.
A metà degli anni ottanta Venini viene rilevata dalle famiglie Gardini e Ferruzzi che iniziano le collaborazioni con uno dei più importanti architetti della scena internazionale: Alessandro Mendini. Negli anni ’90 inizia la sua collaborazione con l’azienda anche il celebre designer e architetto italiano Ettore Sottsass.
Altre collaborazioni illustri sono quelle con Gae Aulenti, Mario Bellini, Timo Sarpaneva e Fulvio Bianconi che si uniscono ad alcuni dei più importanti artisti emergenti: Elena Cutolo, Giorgio Vigna, Emmanuel Babled, Rodolfo Dordoni, Monica Guggisberg e Philip Baldwin.

Dal 2001 al 2013

Dalla fine del 2001 Venini viene acquistata dal gruppo Italian Luxury Industries a capo degli imprenditori Giancarlo e Gabriella Chimento e Giuliano e Guglielmo Tabacchi, che rivolge la propria attenzione al design e al lusso, portando avanti il discorso iniziato da Paolo Venini nel 1921.
L’azienda continua ad essere presente agli appuntamenti più importanti del mondo del design presentando nuove collezioni ed edizioni limitate disegnate da Giorgio Vigna, Alessandro Mendini, Sandro Chia e Mimmo Rotella. Negli anni seguenti le nuove creazioni si moltiplicano coinvolgendo nuovi designer come i fratelli Fernando e Humberto Campana, che progettano una grande installazione di campane di vetro esposta, nel 2005, alla Galleria Moss di New York.
Negli ultimi anni l’azienda ha mantenuto la sua caratteristica, lavorando con importantissimi nomi del design internazionale come Tadao Ando, Fabio Novembre, Luca Nichetto, Gaetano Pesce, Matteo Thun, Atelier OI, Studio Job, Emmanuel Babled, Harri Koskinen, Diego Chilò, Ronan e Erwan Bourroulec, Leonardo Ranucci.
Nel 2011 Venini ha celebrato il 90° anniversario della sua fondazione con un progetto espositivo itinerante che ha coinvolto alcune tra le più importanti istituzioni in tutto il mondo come il Museo del Vetro di Murano, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, il Shanghai Museum of Glass, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano.
Dal 2012 l’azienda collabora con la Fondazione Giorgio Cini e con Pentagram Stiftung ad un progetto decennale che vedrà esposti presso Le Stanze Del Vetro all’Isola di San Giorgio Maggiore molte opere e disegni provenienti dall’archivio aziendale, attraverso mostre monografiche dedicate agli autori che hanno lavorato con Venini. La prima mostra dedicata a Carlo Scarpa (Carlo Scarpa – VENINI 1932/1947), ha riscosso molto successo di pubblico e critica e nell’autunno 2013 sarà riproposta al Metropolitan Museum of Art di New York con il titolo “Venetian glass by Carlo Scarpa: the VENINI Company 1932-1947”

Anno

2013