Tessuti Battuti

Carlo Scarpa

1940

Edizione Numerata

Vetri soffiati e lavorati a mano con nastri di Filigrana bicolore,successivamente molati.

Colore: Rosso Antico

1: 524.02 Ø cm 14 h cm 34

2: 524.04 Ø cm 14 h cm 24

Tecnica di lavorazione: Battuti, Canna e Filigrana

Autore

Carlo Scarpa

Carlo Scarpa frequenta l’Accademia di Belle arti di Venezia dove inizia l’attività professionale.
Si dedica all’insegnamento universitario che, con cariche diverse , continuerà fino al 1977. Si afferma nel secondo dopoguerra con importanti allestimenti, tra questi a Venezia: la mostra di Paul Klee per la XXIV Biennale, il Padiglione del libro d’arte (1950), il Padiglione Italia alla XXVI Biennale.
Inizia la collaborazione con Venini nel 1932 e diverrà il direttore artistico fino al 1946. Disegna oggetti e lampade. Lascerà un segno importantissimo sia per il disegno dei modelli che per la ricerca delle tecniche più raffinate.

Vedi tutti i prodotti di Carlo Scarpa

Tecnica

Battuti

Verso la fine degli anni trenta ha inizio la realizzazione delle prime tecniche in cui è determinante l’apporto decorativo. Il vetro battuto è caratterizzato da una superficie molata in modo da realizzare innumerevoli piccoli segni irregolari adiacenti e paralleli.

Canna e Filigrana

Elemento di vetro tirato a sezione circolare.  Piena se utilizzata per soffiati e per “Murrine”,
può essere monocolore o formata con paste vitree di colori diversi, trasparenti o opachi.
La canna di minor sezione e chiamata
“cannetta.” La canna usata per i vetri a “filigrana” può essere dritta, trasparente con un filo interno
opaco o colorato, oppure ritorta trasparente con fili o fettucce, si distingue la filigrana a “reticello” con una delicata trama a rete, la filigrana a “retortoli” per i fili ritorti a spirale chiamata anche “zanfirico”dal nome dell’antiquario Antonio Sanquirico. In seguito le canne sono accostate tra loro
fuse e soffiate sino a ottenere l’oggetto di particolare pregio per l’effetto finale e per la difficoltà esecutiva.