Filigrana Vaso e Coppa

Napoleone Martinuzzi

1929

La tecnica vetraria della Filigrana, nata a Murano nel XVI, è stata ripresa da Napoleone Martinuzzi nel 1929, che ha creato questa Coppa e Vaso dalla grafica intrecciata, come l’elica del DNA di futuri personaggi in vetro, misteriosi ed affascinanti. Napoleone Martinuzzi è l’autore che ha maggiormente valorizzato alcune tecniche storiche della tradizione muranese. A questa padronanza della materia si aggiunge uno stile ricco di dettagli, che sono diventati un riferimento per tutte le Arti applicate del primo novecento.
03408 Coppa
Ø 28 H 14 cm Colori disponibili: CRISTALLO/CORALLO/ZAFFIRO
EDIZIONE LIMITATA 49 MASTERPIECE IN NUMERO ARABO + 9 IN NUMERO ROMANO
03385 Vaso
Ø 27 H 19 cm Colori disponibili: CRISTALLO/CORALLO/LATTIMO
EDIZIONE LIMITATA 49 MASTERPIECE IN NUMERO ARABO + 9 IN NUMERO ROMANO

Tecnica di lavorazione: Canna e Filigrana

Autore

Napoleone Martinuzzi

Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Venezia dove esordisce ne 1908 a Ca’ Pesaro con sculture e lavori a sbalzo. Nel 1910 si trasferisce a Roma. Nel 1914 è presente con le sue opere alla II Esposizione Internazionale della Secessione. Partecipa a numerose esposizioni collettive tra il 1917 e 1922. Negli anni Venti si dedica al vetro sperimentando nuove tecniche. Dirige il Museo del Vetro di Murano dal 1922 al 1931.

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Tecnica

Canna e Filigrana

Elemento di vetro tirato a sezione circolare.  Piena se utilizzata per soffiati e per “Murrine”,
può essere monocolore o formata con paste vitree di colori diversi, trasparenti o opachi.
La canna di minor sezione e chiamata
“cannetta.” La canna usata per i vetri a “filigrana” può essere dritta, trasparente con un filo interno
opaco o colorato, oppure ritorta trasparente con fili o fettucce, si distingue la filigrana a “reticello” con una delicata trama a rete, la filigrana a “retortoli” per i fili ritorti a spirale chiamata anche “zanfirico”dal nome dell’antiquario Antonio Sanquirico. In seguito le canne sono accostate tra loro
fuse e soffiate sino a ottenere l’oggetto di particolare pregio per l’effetto finale e per la difficoltà esecutiva.